Progetto “Famiglie insieme”
Promozione e attivazione di 2 gruppi di auto mutuo aiuto.
Le origini di questi gruppi sono pressoché spontanee negli USA e G.B., mentre in Italia molti vengono promossi da operatori degli enti pubblici o del privato sociale, in particolare dai Servizi Sociali.
I gruppi di auto mutuo aiuto sono composti da persone che condividono lo stesso problema e che si incontrano con regolarità per scambiarsi le proprie esperienze, traendone un sostegno reciproco.
Si parla del problema specifico che unisce il gruppo, ma anche di tutto quello che in quel momento le persone vivono.
Quando una persona entra in un gruppo di auto mutuo aiuto entra in relazione con altre persone che vivono il suo problema; incontrare, conoscere, parlare e condividere le esperienze altrui determina un clima di appartenenza e partecipazione.
Il gruppo di auto mutuo aiuto è composto da un massimo di 14 persone e ogni incontro dura circa due ore.
- Nel gruppo non ci si sente più soli.
- Il gruppo di mutuo aiuto offre la possibilità di comprendere e sperimentare che si può cambiare, migliorare e mettere in gioco maggior protagonismo
- Accoglie la difficoltà che la persona porta all’interno e attraverso un processo di vicinanza, empatia, reciprocità, scambio e confronto favorisce la trasformazione del “senso di colpa” del “dolore”, per il cambiamento in atto, in impegno positivo nei confronti sia dell’anziano sia della struttura
- La persona che partecipa al gruppo non delega più all’esperto la risoluzione dei problemi, ma partecipa con l’esperto alla costruzione del progetto
Obiettivi
Offrire ai famigliari l’opportunità di condividere la loro esperienza relativa all’accoglienza del proprio caro in RSA in una logica di maggior benessere personale attraverso la condivisione delle “storie” comuni e lo scambio esperienziale di ciascuno.
Promuovere un gruppo di mutualità che abbia gli strumenti per accogliere le famiglie dei nuovi ingressi ed aiutarle in questa prima fase di inserimento favorendo un clima di solidarietà e appartenenza.
PROGETTO SPERIMENTALE AUTO MUTUO AIUTO (A.M.A.)
Il gruppo si è costituito il 18/05/2011 Maggio con la presentazione al gruppo del progetto presso la residenza Anni Azzurri Parco Sempione alla presenza di:
- Direttrice Anni Azzurri: Danila Ceppi,
- Animatrice Anni Azzurri: Francesca Durante,
- Presidente dell’Associazione RelAzione Elena Vanwesterhout, Assistente Sociale,
- Facilitatori del Gruppo : Emanuela Cavagnini, Assistente Sociale Residenze Anni Azzurri - Marcella Distaso, Assistente Sociale Associazione RelAzioni.
Durante questa prima giornata informativa hanno partecipato 8 familiari di anziani ricoverati presso la Residenza Assistenziale.
Da subito è emersa sorpresa e apprezzamento per la possibilità che il gruppo Anni Azzurri stava offrendo loro attraverso la condivisione degli aspetti più emozionali e dolorosi legati alla situazione di fragilità che si trovano a gestire.
Punti di forza:
- Sensazione di non essere completamente soli nella propria fatica e disagio,
- Sensazione di essere riconosciuti non solo dei clienti ma PERSONE portatori di bisogni di cui il Gruppo condivide il peso del carico,
- Sensazioni di poter dare voce in modo attivo e costruttivo ad una rete di sostegno che potrà divenire un riferimento “affettivo” basato sul rispetto di ogni esperienza individuale e sul riconoscimento di una reciprocità.
Punti di debolezza:
- La fatica di dover mettersi in gioco a livello emotivo,
- Sensazione di non poter reggere la fatica di un impegno ulteriore,
- Il timore di amplificare la propria sofferenza condividendola con gli altri,
- La diffidenza verso questo tipo di strumento perché estraneo alla propria cultura.
Il giorno 06/06/2011 il gruppo ha avuto inizio.
Sono state comunicate le “regole” che servono ad un gruppo A.M.A per poter, nel pieno rispetto di ogni componente, conoscersi, condividere le proprie esperienze i propri saperi e divenire un gruppo autonomo, capace di trasformare i limiti e le fragilità in vere risorse indispensabili per fronteggiare i propri problemi.
REGOLE A.M.A
- ASCOLTO RECIPROCO
- RISPETTO DELLE POSIZIONI DI OGNUNO ANCHE SE DIVERSE DALLE PROPRIE
- NON MONOPOLIZZARE LO SPAZIO DI INTERVENTO MA LASCIARE AD OGNUNO LA POSSIBILITA’ CON I PROPRI TEMPI DI EMERGERE ED ESPRIMERSI
- ASTENERSI DAL GIUDIZIO
- CONTINUITA’ NELL’IMPEGNO ASSUNTO
- PUNTUALITA’
- COMUNICARE EVENTUALI ASSENZE
- TENUTA DI UN DIARIO DI BORDO
I primi due incontri tenutesi prima dell’estate hanno sviscerato i temi relativi alle maggiori fatiche e preoccupazioni percepite dai familiari nel dover affrontare la decisione di sradicare il proprio caro dalle proprie abitudini e stili di vita per entrare in una realtà residenziale, la fatica e il senso di colpa di dover decidere per e quindi disporre della vita del proprio caro affidandolo ad una Struttura e al suo personale interno.
Attraverso il confronto e la condivisione delle storie singolari di ogni componente del gruppo sono emersi, in modo inaspettato, degli elementi di forte similitudini nelle esperienze vissute dai partecipanti e quasi da subito questo ha permesso di dar vita a nuovi rapporti tanto “significativi”da dare finalmente un nome ai familiari e agli anziani stessi che quotidianamente si incontrano al piano aprire una nuova rete di sostegno nel prendersi cura dei propri cari.
Con i partecipanti abbiamo creato un setting non formale che promuovesse una forma di benessere e di piacere nel voler stare assieme per lavorare insieme.Con l’arrivo dell’estate ci siamo salutati la promessa di riprendere il nostro percorso a metà settembre.





