LA PREVENZIONE  E GESTIONE DELLE CADUTE

 

Le cadute in età geriatrica sono molto frequenti e costituiscono un problema rilevante per le numerose  conseguenze sullo stato di salute dell’anziano. Le cadute, infatti, sono spesso cause di morbilità e di mortalità e rappresentano un segno significativo di quella “fragilità” che mette a rischio l’autosufficienza delle persone anziane, con frequente successivo ricorso all’istituzionalizzazione.
In base a evidenze bibliografiche(1), circa 1/3 degli anziani che vivono in casa cade almeno una volta l’anno; di questi la metà cade ripetutamente. Un caso su 40 richiede l’ospedalizzazione e di essi solo la metà sopravvive a distanza di un anno.  
Nelle strutture residenziali, l’incidenza delle cadute è ancora più alta e gli esiti sono significativi. Per questo un’organizzazione che vuole erogare un’assistenza di qualità, non può non affrontare il tema, definendo protocolli di prevenzione e di trattamento.
Partendo dalla considerazione che è difficile identificare le cause che molto spesso sono molteplici, Residenze Anni Azzurri ha definito programma di valutazione preventiva multifattoriale, basato su screening di fattori di rischio endogeni della persona ed esogeni dell’ambiente.
Il protocollo di valutazione del rischio cadute di Anni Azzurri si basa sulla valutazione di diverse dimensioni di analisi che descrivono la fragilità dell’anziano e lo espongono a potenziali cadute.  Vengono valutati: condizioni generali, deficit cognitivo, deficit visivo, deficit uditivo, valutazione funzionale, equilibrio, andatura, comorbilità, umore e comportamento, farmaci assunti e farmaci induttori di rischio cadute, contenzione meccanica e precedenti cadute.
Diverse dimensioni sono valutate sulla base di scale validate (quali Tinetti, MMSE, FIM, SPMSQ, Barthel, ecc.), altre su base anamnestica.
La valutazione di ogni dimensione porta alla definizione di un punteggio di rischio e la somma dei punteggi determina il posizionamento dell’ospite in una fascia di rischio: rischio assente, rischio moderato, rischio significativo e rischio elevato.
La sfida è quella di gestire il rischio mantenendo la qualità della vita della persona, evitando comportamenti estremi rappresentati dal “cammino forzato” da un lato e dalla preclusione della libertà di movimento dall’altro.
Le strategie organizzative che possono essere usate per gli ospiti a rischio riguardano l’organizzazione degli spazi, la mobilizzazione e deambulazione e gli interventi assistenziali.  A queste si associano strategie ambientali per garantire la massima sicurezza possibile, eliminando o riducendo i fattori di rischio.

A tal proposito, le nostre equipe valutano, nell’ambito della definizione del PAI (Piano di Assistenza Individuale), la migliore risposta assistenziale alle esigenze della persona, considerando anche i livelli di rischio associati.
Ne derivano PAI che vengono condivisi con le famiglie per renderle partecipi dei percorsi assistenziali definiti e dei rischi assunti, tra cui il rischio cadute.
Al manifestarsi dell’evento avverso (caduta), vengono rilevate tutte le informazioni relative alle modalità di accadimento, al luogo e all’orario, ai presenti all’evento, agli esiti, ecc., secondo una tabella predefinita che alimenta un database condiviso.
L’analisi dei dati sul rischio e di quelli riferiti agli eventi si pone l’obiettivo di individuare fattori di rischio e interventi possibili a prevenzione delle cadute.
La continua sensibilizzazione degli operatori e l’analisi dei dati raccolti consentono ad Anni Azzurri un monitoraggio continuo del fenomeno e un processo di miglioramento dell’assistenza a vantaggio degli ospiti.
Negli ultimi due anni si è assistito nelle nostre residenze ad una riduzione delle cadute sia in numero assoluto che in termini di tasso calcolato sulle giornate di degenza. Questo ci porta ad un’incidenza degli eventi avversi molto bassa e lontana dai valori di riferimento della letteratura(2).
Anche in termini di cadute ripetute, la nostra casistica si attesta su una media di 1,5 – 1,7 cadute per ospite caduto, che si abbassa ulteriormente se non si considerano casi particolari, caduti ripetutamente nel periodo di rilevazione.
I soggetti più frequentemente coinvolti in cadute sono i “più giovani”, forse in considerazione della loro migliore performance nella deambulazione.
Per quanto riguarda i luoghi più a rischio, la maggior parte delle cadute avviene nelle camere da letto nelle fasce orarie di alzata e messa a letto.
Questo ci suggerisce la necessità di porre particolare attenzione a queste fasi della giornata e a questi ambienti nell’ottica di una sempre maggiore attenzione al benessere dei nostri ospiti.
Il dettaglio delle informazioni raccolte riferite alle valutazioni del rischio cadute e agli eventi, ci consente di spingere l’analisi fino alla singola struttura, al singolo nucleo ed alla singola persona.
Questo ci permette di mirare sempre più le analisi, le azioni e gli interventi organizzativi a sostegno dell’efficacia dell’assistenza e della qualità di vita nei nostri ospiti.
L’individuazione delle persone maggiormente soggette a cadute, con la possibilità di analizzare il momento, il luogo, la dinamica e le cause di ogni singola caduta riportata, ha consentito in alcuni casi di mettere in atto interventi assistenziali mirati che hanno dato buoni risultati.

I dati elaborati sono condivisi con il Comitato Direttivo di Anni Azzurri  e con i singoli direttori. Le evidenze delle valutazioni sono comunicate ai familiari con i quali si condivide il rischio assunto a fronte di scelte assistenziali che mirano a garantire la qualità di vita dell’ospite ed il mantenimento delle capacità residue.
L’apertura di canali comunicativi concorre sicuramente ad aggiungere trasparenza e a dipanare molti elementi di contrasto con il cliente esterno. In particolare, il momento informativo con i familiari, si propone da un lato di comunicare le cause per le quali il proprio congiunto è maggiormente esposto al rischio di cadute e dall’altro di presentare l’attività di assistenza e prevenzione svolta per cercare di prevenire possibili eventi avversi.
Altrettanto importanti risultano i momenti di condivisione delle analisi periodiche  con il personale. Fornire un costante feedback rispetto alla problematica, infatti, costituisce di fatto il primo elemento per la buona gestione della stessa.
Il fatto stesso che il problema sia oggetto di un’attenta gestione porta sia i componenti dell’organizzazione che i familiari stessi ad accettare con maggiore serenità le conseguenze, a volte anche serie, delle cadute che inevitabilmente accadono.
In conclusione possiamo affermare che la caduta è innegabilmente un evento frequente nell’anziano istituzionalizzato, soprattutto nelle strutture attente al rispetto della dignità e delle capacità dei propri assistiti. E’ tuttavia possibile mettere in campo interventi efficaci che, tuttavia, per essere tali, devono basarsi su un’attenta raccolta di dati, devono incidere su più fattori (organizzazione, struttura, ambiente, ecc.) e coinvolgere sia il personale che i familiari.

Claudio Zara
Direzione sanitaria Residenze Anni Azzurri

Laura Spennagallo
Risk Manager KOS group

(1) Società Italiana di Geriatria e Gerontologia
(2) La letteratura indica come dato di riferimento  un’incidenza di 1,5 cadute annuali per posto letto (“Il rischio di caduta nel paziente geriatrico” – Simone Molinelli  Luglio 2008)

 

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